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	<description>Una narrazione lunga duemila anni</description>
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		<title>Insegne / Insignia</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Jul 2014 21:43:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Esercito / Army  &#124;  Insegne / Insignia Le insegne dell’esercito romano hanno una fondamentale importanza nella sua organizzazione dal momento che non rappresentano solamente l’emblema fisico e psicologico delle unità e delle loro componenti, ma sono anche un mezzo fondamentale per la trasmissione visiva di ordini alle truppe. I segnali acustici, il principale mezzo di&#8230;
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				<content:encoded><![CDATA[<p><b><a title="Esercito e insegne" href="http://www.hypercolumna.it/esercito/">Esercito / Army  </a>|  Insegne / Insignia</b></p>
<p>Le insegne dell’esercito romano hanno una fondamentale importanza nella sua organizzazione dal momento che non rappresentano solamente l’emblema fisico e psicologico delle unità e delle loro componenti, ma sono anche un mezzo fondamentale per la trasmissione visiva di ordini alle truppe.</p>
<p>I segnali acustici, il principale mezzo di trasmissione degli ordini nell’esercito romano, venivano usati per trasmettere i comandi sia ai singoli soldati, attraverso il suono della tuba, che alle insegne, con il suono del corno e della bucina; queste, di conseguenza, traducevano immediatamente il segnale ricevuto in movimenti peculiari ai fini della manovra dei reparti, cosa che doveva risultare molto utile ai fini della trasmissioni degli ordini all’interno del frastuono e della concitazione di una battaglia.</p>
<p>L’importanza psicologica del culto delle insegne era molto rilevante: a queste venivano tributati onori e cerimonie particolari, il loro abbandono o la loro perdita sul campo di battaglia, specialmente dell’aquila legionaria, venivano considerati come atti altamente disonorevoli e severamente puniti.</p>
<p>Le insegne erano principalmente di tre tipi: l’<i>aquila</i> i <i>signa</i> e i <i>vexilla</i>. L’aquila d’oro e ad ali spiegate era l’emblema esclusivo della legione ed era piazzata in cima a un’asta (nuda o ornata con dei <i>signa</i>), e poggiante, in genere, sopra un parallelepipedo o su un emblema di fulmine. I <i>signa</i> erano invece di differente tipo, ma tutti riconducibili al modello di un’asta lungo la quale erano sovrapposti differenti elementi, quali <i>paterae</i> tondeggianti poste verticalmente, <i>coronae</i>, crescenti lunari, <i>imagines</i> divine o imperiali, tratti trasversali nudi o elaborati o targhe rettangolari. Tali elementi sono variamente intercalati lungo la metà superiore dell’asta, lasciando la parte inferiore libera per la presa e il movimento dei segnali di manovra. All’apice si trovava l’emblema di reparto che poteva essere costituito da una mano aperta o a dita serrate, che rappresentava il <i>manipulus</i>, o da una corona con punta di lancia e/o un piccolo scudo, che era l’emblema della coorte. Il terzo tipo di insegne era rappresentato dai <i>vexilla</i>, stendardi di tessuto appesi a un tratto trasversale posto in cima a un’asta. Generalmente sono ritenuti peculiari dei reparti di cavalleria, tuttavia è noto che fossero annoverati anche tra le insegne delle coorti della fanteria ausiliaria e, forse, delle centurie legionarie. Il <i>vexillum</i> è inoltre il tipico emblema dei distaccamenti di pretoriani, legionari e ausiliari.</p>
<p>Per quanto riguarda i corpi di ausiliari le insegne che portavano in battaglia erano di tipo differente dal momento che sia la cavalleria che la fanteria annoveravano insegne con animali emblematici delle singole unità, raffigurati e portati in cima ad aste. Altri emblemi minori che li caratterizzavano, usati spesso anche dai legionari, sono le immagini degli imperatori o divinità tutelari del reparto, che erano portati dall<i>’imaginifer</i>.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.hypercolumna.it/nw/wp-content/uploads/2014/07/640px-Roman_Standards.jpg"><img class="size-medium wp-image-511 aligncenter" alt="640px-Roman_Standards" src="http://www.hypercolumna.it/nw/wp-content/uploads/2014/07/640px-Roman_Standards-259x300.jpg" width="259" height="300" /></a>Esempi di insegne romane / <em>Examples of roman insignia</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>The insignia of the Roman army have a fundamental importance: they represent the physical and psychological emblem of their components and also an essential mean for the visual transmission of orders to the troops.</em></p>
<p><em>The psychological importance of the cult of the insignia was very important, their loss on the battlefield, especially legionary eagle, were regarded as highly dishonorable acts and severely punished.</em></p>
<p><em>The signs were mainly of three types: the eagle, signa and vexilla. The golden eagle with spread wings was the exclusive emblem of the legion and was placed on top of a pole. The signa were different kind, but all related to the model of a rod along which were superimposed different elements, such as paterae placed vertically, coronae; on the top was the emblem of the department that could be made ​​from an open hand or clenched fingers. The vexilla were banners of tissue hanging from a transverse portion at the top of a pole. They are generally considered to be peculiar to the cavalry, however it is known that they were numbered among the signs of the auxiliary cohorts; they were also the typical emblem of the Praetorian Guard.</em></p>
<p><em>Other minor emblems, often used by the legionaries, were the images of the Emperors or tutelary deities of the department, which were brought by imaginifer.</em></p>
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		<title>Imperatore Traiano</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Jul 2014 23:22:36 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Perché Traiano invase la Dacia? L’imperatore Traiano decise di riprendere le operazioni belliche avviate da Domiziano contro la Dacia, ma con prospettive, scopi e risultati molto differenti. Le motivazioni che lo spinsero a questo gesto erano sia militari, dal momento che la sua annessione avrebbe assicurato frontiere stabili in quel settore delicato dell’impero, sia, soprattutto,&#8230;
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Perché Traiano invase la Dacia?</strong></p>
<p>L’imperatore<b> Traiano</b> decise di riprendere le <b>operazioni belliche avviate da Domiziano</b> contro la Dacia, ma con prospettive, scopi e risultati molto differenti. Le motivazioni che lo spinsero a questo gesto erano sia militari, dal momento che la sua annessione avrebbe assicurato frontiere stabili in quel settore delicato dell’impero, sia, soprattutto, di carattere economico.</p>
<p>La conquista della Dacia e dei suoi preziosi giacimenti d’oro e d’argento avrebbe infatti risolto i molti problemi finanziari che attanagliavano l’impero in quel tempo. L’uso di questi materiali preziosi era diventato più richiesto dai tempi della riforma monetaria operata da Nerone nel 64 d.C., e Traiano, spinto dalla sua politica di prestigio e grandi spese, non poteva farne a meno.</p>
<p>L’imperatore era inoltre contrario al pagamento del tributo dovuto alla <b>Dacia</b> dai tempi della stipula del <i>foedus</i>, il patto sottoscritto da Domiziano dopo la <b>campagna dell’87-88 d.C.</b> che ora pesava sulle casse dello stato. Infine, la Dacia era un paese che, principalmente dopo l’ultima guerra con Roma, era in continua ascesa, prosperoso e unito sotto il sovrano <b>Decebalo</b>.</p>
<p>Lo stato di <b>Burebista</b> prima e <b>Decebalo</b> poi si era dimostrato capace non solo di una tenace resistenza a Roma, ma anche di riunire attorno a sé numerose popolazioni barbare del centro e dell’est Europa, unendole nella lotta contro l’impero.</p>
<p>A Roma la crescente forza militare dei Daci e la loro insolenza non poteva più essere tollerata. La vittoria di Traiano avrebbe fatto sì che per la prima volta venisse creata una provincia dell’impero all’interno del <i>mondo barbaro</i>, senza che i suoi limiti coincidessero con semplici confini naturali come finora era sempre stato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.hypercolumna.it/nw/wp-content/uploads/2014/07/download.jpg"><img class="size-full wp-image-514 aligncenter" alt="download" src="http://www.hypercolumna.it/nw/wp-content/uploads/2014/07/download.jpg" width="240" height="112" /></a></p>
<p style="text-align: center;">Denario con Traiano e Dacia Capta (conquistata), 103-111 d.C.<br />
<em>Denarius with Trajan and Dacia Capta (conquered), 103-111 AD</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>Why Trajan invaded Dacia?</strong></em></p>
<p><em>The emperor Trajan decided to resume military operations initiated by Domitian against Dacia, but with prospects, goals and very different results. The reasons that led him to this act were both military, since its annexation would ensure stable borders in the sensitive area of the empire, and, above all, of an economic nature.</em></p>
<p><em>The conquest of Dacia and its valuable deposits of gold and silver would in fact solve the many financial problems that gripped the empire at that time. The use of these precious materials had become more in demand since the currency reform made ​​by Nero in 64 AD.</em></p>
<p><em>The emperor was also opposed to paying the tax due because of the Dacia foedus, the pact signed by Domitian after the campaign of 87-88 AD which weighed on the state. Finally, the Dacia was a country that, after the last war with Rome was still growing, prosperous and united under the sovereign Decebalo.</em></p>
<p><em>The Dacia had proved capable not only of a stubborn resistance to Rome, but also to gather a number of barbarian peoples of central and eastern Europe, joining in the battles against the Empire.</em></p>
<p><em>In Rome, the growing military strength of the Dacians and their insolence could no longer be tolerated. Trajan&#8217;s victory would have meant that for the first time a province of the empire was created within the world Barbarian, without its limitations coincided with simple natural boundaries so far as it had always been.</em></p>
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		<title>Condizioni della Colonna / Condition of the Column</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Jul 2014 23:20:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>L’inquinamento atmosferico mette a serio rischio il patrimonio monumentale di Roma. È dovuto principalmente al traffico, le sostanze emesse dall’auto, disperse nell’aria, di notte subiscono un processo di idratazione trasformandosi in acidi che corrodono la pietra, attratti da questa in quanto più fredda dell’aria. Quando il velo d’acqua evapora, restano le polveri nere, formando gesso&#8230;
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				<content:encoded><![CDATA[<p>L’inquinamento atmosferico mette a serio rischio il patrimonio monumentale di Roma. È dovuto principalmente al traffico, le sostanze emesse dall’auto, disperse nell’aria, di notte subiscono un processo di idratazione trasformandosi in acidi che corrodono la pietra, attratti da questa in quanto più fredda dell’aria. Quando il velo d’acqua evapora, restano le polveri nere, formando gesso e calcite che cristallizzano. La Colonna Traiana è un esempio emblematico: in molti punti il marmo si è già trasformato in carbonato di calcio gesso. Le figure del rilievo sono, ormai, irrimediabilmente trasformate in sagome irriconoscibili.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.hypercolumna.it/nw/wp-content/uploads/2014/07/Immagine1.jpg"><img class="size-medium wp-image-516 aligncenter" alt="Immagine1" src="http://www.hypercolumna.it/nw/wp-content/uploads/2014/07/Immagine1-300x180.jpg" width="300" height="180" /></a>Un impietoso confronto: a sinistra, scena tratta dai <a href="http://www.museociviltaromana.it/collezioni/percorsi_per_sale/sezioni_tematiche/sala_li_la_colonna_traiana" target="_blank">calchi conservati al Museo della Civiltà Romana</a>, realizzati nel 1861;<br />
a destra, lo stesso particolare tratto dal rilievo originale della Colonna, ormai rovinato<br />
<em>An unforgiving comparison: on the left, scene from the <a href="http://www.museociviltaromana.it/collezioni/percorsi_per_sale/sezioni_tematiche/sala_li_la_colonna_traiana" target="_blank">casts preserved in the Museo della Civiltà Romana</a>, made on 1861;</em><br />
<em> on the right, the same detail taken from the original relief of the Column, now ruined</em></p>
<p><em>Air pollution poses a serious risk to the monuments of Rome. It is mainly due to the traffic, the substances emitted from the car during the night are transformed into acids that corrode the stone. They crystallize to form gypsum and calcite. Trajan&#8217;s Column is an example of this phenomenon: in many places the marble has already been transformed into chalk. The figures of the frieze are now irretrievably transformed into unrecognizable shapes.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Struttura della Colonna / Column&#8217;s structure</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Jul 2014 23:18:11 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Questa è una delle 43 finestre che illuminano le scale interne della Colonna. 185 gradini, disposti a spirale, portano alla sommità del monumento. La Colonna è del tipo &#8220;centenario&#8221;, cioè alta 100 piedi romani, ossia 29,78 metri, 39,86 metri circa se si include il piedistallo e la statua alla sommità. È costituita da 19 colossali&#8230;
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Questa è una delle 43 finestre che illuminano le scale interne della Colonna. 185 gradini, disposti a spirale, portano alla sommità del monumento. La Colonna è del tipo &#8220;centenario&#8221;, cioè alta 100 piedi romani, ossia 29,78 metri, 39,86 metri circa se si include il piedistallo e la statua alla sommità. È costituita da 19 colossali blocchi in marmo lunense, ciascuno dei quali pesa circa 40 tonnellate ed ha un diametro di 3,83 metri, per un totale di 17 rocchi. I 200 metri del fregio si arrotolano intorno al fusto per 23 volte, come se fosse un rotolo di papiro, con circa 100-150 scene e 2500 figure. L&#8217;altezza del fregio cresce con l&#8217;altezza, da 0,89 a 1,25 metri, in maniera da correggere la deformazione prospettica verso l&#8217;alto.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.hypercolumna.it/nw/wp-content/uploads/2014/07/160.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-523" alt="160" src="http://www.hypercolumna.it/nw/wp-content/uploads/2014/07/160-160x300.jpg" width="160" height="300" /></a><a href="http://www.hypercolumna.it/nw/wp-content/uploads/2014/07/TC-top-spiral-stair-L-down-1.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-522" alt="TC-top-spiral-stair-L-down-1" src="http://www.hypercolumna.it/nw/wp-content/uploads/2014/07/TC-top-spiral-stair-L-down-1-182x300.jpg" width="182" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: center;"> A sinistra, interno della Colonna; a destra, rampa di scala<br />
<em>On the left, inside the column; on the right flight of stairs</em></p>
<p><em>This is one of the 43 windows that illuminate the interior stairs of the Column. 185 steps, arranged in a spiral, leading to the top of the monument. The Column is of type &#8220;centenary&#8221;, high 100 Roman feet, or 29.78 meters, 39.86 meters if you include the pedestal and the statue at the top. It consists of 19 blocks, each of which weighs about 40 tons and has a diameter of 3.83 meters, for a total of 17 drums. The 200 meters of the frieze curl around the Column to 23 times, as if it were a roll of papyrus, with about 100-150 scenes and 2500 figures. The height of the frieze increases with height, from 0.89 to 1.25 meters, so as to correct the perspective deformation.</em></p>
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		<title>Esercito / Army</title>
		<link>https://www.hypercolumna.it/esercito/</link>
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		<pubDate>Tue, 01 Jul 2014 23:11:08 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Esercito / Army  &#124;  Insegne / Insignia La legione romana era l’unità militare di base dell’esercito romano e nacque nel IV secolo a.C. dalla trasformazione dell’esercito alto-repubblicano dal vecchio modello falangitico a quello manipolare, costituito cioè da manipoli, che segnò il passaggio fondamentale che vide l’abbandono del clipeus e della hasta per lo scudo, il&#8230;
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				<content:encoded><![CDATA[<p><b>Esercito / Army  |  <a title="Insegne" href="http://www.hypercolumna.it/insegne/">Insegne / Insignia</a><br />
</b></p>
<p>La legione romana era l’unità militare di base dell’esercito romano e nacque nel IV secolo a.C. dalla trasformazione dell’esercito alto-repubblicano dal vecchio modello falangitico a quello manipolare, costituito cioè da manipoli, che segnò il passaggio fondamentale che vide l’abbandono del <i>clipeus</i> e della <i>hasta</i> per lo scudo, il <i>pilum</i> e il gladio.</p>
<p>La struttura organizzativa della legione imperiale rimase sostanzialmente simile a quella delle legioni dell’età repubblicana. Dopo la riforma dell’età augustea la consistenza numerica della legione era variabile tra i cinquemila e seimila uomini e venne a costituire la vera “spina dorsale” dell’esercito. I soldati erano distribuiti all’interno delle legioni in dieci coorti di circa cinquecento uomini<i> </i>(<i>cohors quingenariae</i>), ad eccezione della prima, che ne contava circa mille scelti fra i più fedeli e valorosi e che venne chiamata <i>cohors miliaria</i>; a questi uomini era affidata la preziosa aquila della legione. Ogni coorte era a sua volta costituita da sei centurie di ottanta uomini poste a capo di un centurione. Due centurie, infine, formavano un manipolo guidato da un centurione <i>prior</i>. All’interno di una centuria, l’unità tattica più piccola, i legionari erano infine ripartiti in gruppi di otto o dieci uomini che prendevano il nome della tenda che dividevano, il <i>contubernium</i>, posto a capo di un <i>decanus</i>, solitamente l’elemento più valido ed esperto del gruppo.</p>
<p>Ogni legione comprendeva circa centoventi cavalieri che agivano perlopiù con funzioni di esploratori, messaggeri, o scorta del <i>legatus legionis</i>, il comandante della legione. Queste unità erano organizzate su tre o quattro <i>turmae</i> di trenta o quaranta uomini, ognuna comandata da un decurione a cui si affiancavano una figura di <i>optio</i>, secondo in comando, e una di portatore di insegna, il <i>vexillarius</i>. La cavalleria legionaria potrebbe essere stata abolita, almeno per un breve periodo, proprio dall’imperatore <b>Traiano</b>, che in battaglia impiega prevalentemente la cavalleria ausiliaria.</p>
<p>Oltre a un nucleo di cavalleria venne aggregata alla legione anche un’aliquota di artiglieria, elemento di novità rispetto all’età repubblicana, costituita da un certo numero di macchine da lancio.</p>
<p>Dell’esercito romano facevano parte anche nove coorti pretorie, istituite da Augusto dopo la sua presa del potere per fornire una guardia del corpo all’imperatore. Tre di queste prestavano servizio a Roma, mentre le restante erano addette, sempre in Italia, alle diverse residenze imperiali. Tuttavia il loro numero e la loro dislocazione variarono con l’assecondarsi degli imperatori. Il corpo dei pretoriani era stato creato per la guardia del corpo dell’imperatore sia in tempo di pace, quando una coorte a turno prestava servizio al palazzo imperiale, sia quando era al seguito dell&#8217;Imperatore o di qualche familiare, nel corso delle campagne militari. Traiano, ad esempio, li condusse in Dacia e in Persia.</p>
<p>Sempre ad Augusto si deve l&#8217;introduzione di un esercito fatto di professionisti che rimanessero in servizio per un periodo di tempo determinato: non meno di sedici anni i legionari, portati poi a venti nel 5 d.C., e venti-venticinque per le truppe ausiliarie.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.hypercolumna.it/nw/wp-content/uploads/2014/07/1024px-Sarcofago_dio_portonaccio_03.jpg"><img class="size-medium wp-image-509 aligncenter" alt="1024px-Sarcofago_dio_portonaccio,_03" src="http://www.hypercolumna.it/nw/wp-content/uploads/2014/07/1024px-Sarcofago_dio_portonaccio_03-300x205.jpg" width="300" height="205" /></a> Scena di battaglia sul Sarcofago di Portonaccio<br />
(<a href="http://archeoroma.beniculturali.it/musei/museo-nazionale-romano-palazzo-massimo" target="_blank">Museo Nazionale Romano &#8211; Palazzo Massimo</a>)<br />
<em>Battle scene on the sarcophagus of Portonaccio</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>The Roman legion was the basic military unit of the Roman army and was born in the fourth century BC.</em></p>
<p><em>The organizational structure of the imperial legion remained substantially similar to that of the legions of the Republican. After the reform of August, the number of the soldiers was variable between five and six thousand. They were deployed within the legion into ten cohorts of about five hundred men, except the first, which had about a thousand chosen from among the most brave.</em></p>
<p><em>Each legion consisted of about one hundred and twenty knights. These units were organized on three or four turmae of thirty or forty men, each commanded by a decurion, an optio, second-in-command, and a carrier of insignia, the vexillarius.</em></p>
<p><em>In addition to a core of cavalry was aggregated also artillery, consisting of a number of machines to launch.</em></p>
<p><em>Roman army were also part of nine praetorian cohorts, established to provide a bodyguard to the emperor. Praetorians had been created for serving at the imperial palace, and when the Emperor was in military campaigns. Trajan, for example, led them in Dacia and in Persia.</em></p>
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